Le
storie dei vent’anni, di chi ha avuto vent’anni nel ’77 del
collettivo studentesco della facoltà di giurisprudenza di Bologna è il tema cardine di questo lavoro di Enrico Franceschini.
Quaranta racconti firmati da altrettanti protagonisti che hanno in comune l’aver
vissuto i movimenti universitari del ’77. Storie di serate vissute “in collettivo” si alternano con racconti del
movimento femminista, vissuto in primissima persona da alcuni. I ricordi dei protagonisti delineano non tanto il tono politico-ideologico del movimento, quanto la passione che li animava e ha reso quei loro
anni indimenticabili. Ogni personaggio racconta quella che era stata la sua esperienza, fa una somma di ciò che è stato nel periodo successivo e si paragonano ai figli e, in generale, ai vent’anni di oggi. Quello che emerge non è un resoconto di fatti, ma testimonianze calde di vita, dove ad ogni riga, si odora la meraviglia di una giovinezza passata. Il confronto con la generazione attuale è caratterizzato principalmente dall’individuazione di una grande differenza: nel ’77 forse si era più sognatori, ora si accantonano i sogni in cambio di obiettivi raggiungibili.
Ogni racconto è frutto di una sorta di intervista di Franceschini ai suoi ex compagni di collettivo, in ultimo anche l’autore espone i suoi ricordi, tuffandosi per un paio di pagine nel passato restituitogli dalle interviste effettuate.
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