Furbo. Astuto. Fraudolento. Ingannevole.
L’autore passa in rassegna diversi esempi di “
furbate”, diverse situazioni
dove man mano che si entra nel dibattito, diventa sempre meno netto il confine tra giusto e meno giusto. Non è la condanna o la classificazione l’obiettivo del saggista, ma un’analisi del comportamento umano.
Iniziando il libro il lettore, e forse anche l’autore, percepisce una sorta di limite tra furbizia e falsità, ma addentrandosi nella
lettura e nella ricerca la divisione viene meno. Ci si sente catapultati nel mondo dell’incertezza, non comportamentale, ma di giudizio. In questo mirabile saggio non vengono tirati in ballo il bene ed il male, ma un arcobaleno di situazioni che fanno riflettere sulla debolezza dell’atto di accusa di un’azione. Herzog cita personaggi noti quali Ulisse o Macchiavelli al fine di offrire una casistica quanto mai ricca e sfumata.
La lettura è scorrevole, nonostante qualche più che lecita capriola filosofica, il tema è coinvolgente ed interessante.
Consiglio questo libro a chi non sta cercando risposte, ma trova interesse nel porsi determinate domande.