È davvero difficile presagire dal titolo quale esperienza multisensoriale possa fare il lettore affrontando le pagine dello
snello volume denominato “Vieni, Spirito Creatore” (ed. Lindau, Torino, 2006, prima edizione), in cui sono state raccolte nove preziose omelie del Card. Ratzinger, pronunciate presso alcune diocesi tedesche negli anni 1977-2002, incentrate specificatamente sullo straordinario potere innovatore dello Spirito Santo e sul significato battesimale della Pentecoste per la Chiesa
Cattolica nella sua interezza. Così, dopo aver ringraziato la volontaria prodigatasi per la trascrizione dei testi, l’esimio autore si immerge e ci immerge in un mondo fantastico, che è senza dubbio il mondo reale trasformato dall’Amore di Dio, nutrito dallo Spirito del Perdono, che è al contempo anche “Spirito della Verità e ….Spirito della Libertà” (pag.36). Con fantasia e sapienza non comuni, l’attuale Pontefice riesce a comunicare in modo icastico, come sempre e forse più di sempre, concetti assai complessi mediante immagini poetiche molto forti, donando serenità ed entusiasmo ai cuori più affranti, senza promuovere evasioni pericolose, ma, anzi, fissando saldamente lo sguardo sul presente creaturale di ogni uomo, limitato e crocifisso. Si scopre così che il vero “dramma dello Spirito Santo… della Chiesa e anche
nostro” (pag.56) consiste nel tentativo inutile e dannoso di “trarre lo Spirito dal fango” (pag.56), mentre, invece, “non è rifuggendo il fango che ci facciamo Spirito…ma solo sopportando il fango che è in noi e negli altri…” (pag.56). “Preghiamo dunque il Signore ….Che tocchi il fango che è in noi e che la Chiesa si faccia vivente e venga la Pentecoste nel nostro tempo.” e abbandoniamoci a Maria, sollecita il Cardinale, in considerazione del fatto che “..la preghiera della Pentecoste è una preghiera mariana…” (pag.45) e rende più duttili e più disponibili a realizzare la volontà del Padre. E per convincere tutti della necessità di pregare con maggiore consapevolezza, l’illustre prelato pronuncia parole inquietanti: “Senza preghiera il mondo si prosciuga, soffoca nei suoi espedienti e nella sua violenza.” (pag.43), imprigionato com’è in un vero e proprio “inquinamento spirituale, che distrugge l’atmosfera”. Infatti, “Dio è stato allontanato, non crediamo più nel perdono e quindi non possiamo più riconoscere i nostri peccati.” (pag.35) e non cerchiamo più alcuna salvezza per la nostra anima: così l’uomo prendendo per metro se stesso “sprofonda in una vuota approssimazione, nell’assenza di significato.” (pag.36). Allora, dobbiamo convincerci che bontà-bellezza-pace vengono da Dio e che “Nessun pensiero o concetto meramente umano può creare unità perché procurerebbe solo metà del potere necessario.” (pag.64): solo il Figlio di Dio “ha abbastanza potere per dire a noi tutti: Che la pace sia con voi.” (pag.64), aiutando l’umanità impaurita a percorrere il suo cammino confidando nel fatto che “Lo Spirito Santo vince .. paura.” (pag.27), perché “Il mondo dello Spirito Santo non è segnato da spiriti e forze sconosciuti, bensì dallo Spirito che è amore e in quanto amore è onnipotenza.” (pag.27). Perciò è fondamentale acquisire “una più profonda conoscenza del Dio trinitario” (pag.7), anche per comprendere più a fondo il ruolo della Chiesa di ieri, di oggi e di domani, alla luce della storia, che insegna sempre: in vero, anche “..l’Europa è sorta soltanto grazie all’incontro con Cristo.” (pag.63), che “dona la pace attraversando porte sbarrate” (pag.63), in quanto “La Chiesa assolve … la sua funzione conciliatrice e unificatrice solo nella misura in cui non coincide con alcuno Stato o cultura particolari. In ogni Stato e in ogni luogo essa deve restare la casa di tutti, cattolica e universale, in cui ciascuno si riconosce.” (pag.62). A questo proposito, ogni fedele deve comprendere che è membro della Chiesa Cattolica, la Quale è ed è sempre stata Cattolica, cioè “Fin dal primo istante lo Spirito Santo l’ha creata come la Chiesa di tutti i popoli; essa abbraccia il mondo intero..” (pag.92).