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Menzogna e sortilegio

Summary rating: 5 stars 84 Recensione
Autori : Morante; Elsa
Review by : Federica
Visite : 447  parole: 600   Pubblicato il: settembre 18, 2007
L''opera che impose alla critica Elsa Morante fu Menzogna e sortilegio
(1948). La vicenda è quella della decadenza di una famiglia gentilizia del sud,
attraverso la ricostruzione allucinata che ne fa una giovane donna, Elisa,
sempre rinchiusa nella sua stanza. L''autrice narra in prima persona la storia
della propria famiglia. La storia ha inizio con il matrimonio di Cesira, nonna
di Elisa, con Teodoro Massia discendente di una ricca casata aristocratica
presso cui Cesira lavorava come istitutrice. Dalle nozze nasce Anna, che
trascorre la propria fanciullezza coltivando il mito del bel cugino Edoardo,
tenebroso e irascibile figlio di Concetta, la più ricca sorella di Teodoro. Il
loro primo fortuito incontro fa nascere nella ragazza un ambiguo sentimento che
appare ben presto ricambiato. Anna e Edoardo vivono un singolare rapporto di
''cuginanza'', dietro cui si nascondono profondi affetti, che il giovane sembra
voler ripetutamente rimuovere. Durante gli studi Edoardo conosce Francesco Di
Salvo, figlio di contadini che si fa passare per aristocratico, con cui si lega
in stretta amicizia. Francesco ha come amante la bella Rosaria, esuberante e
sempre in bilico tra vitalità e volgarità, al cui fascino Edoardo cede. Molte
le peripezie, durante le quali le due coppie soffrono di gelosie, inganni,
risentimenti. Francesco sposa Anna e mette al mondo Elisa. Edoardo è colpito
con sempre maggiore frequenza dalla malattia che lo accompagna dalla
giovinezza: chiuso nel suo mondo di paure fantasmi e tenebrosi presentimenti,
va verso la morte. Rosaria fa una vita di orgogliosa solitudine. A distanza di
anni, stringe amicizia con Elisa, e diventa per lei una specie di maestra di
vita. Francesco muore in un incidente sul lavoro. Anna è consumata dalla
malattia, mentre insegue misteriose lettere un tempo scambiate con l''amato
cugino. Elisa, con accanto la forte presenza di Rosaria, affronta la vita. Scritto negli anni 44-46 e
pubblicato nel 48, il romanzo risente degli anni di oppressione e di delusione
tra il fascismo e la fine della guerra. Infatti, alla
fine della seconda guerra mondiale, mentre tutto il mondo punta gli occhi sulla
realtà presente, mentre il marito Alberto Moravia, nella stanza accanto alla
sua, scrive “La romana”, la
Morante ha il coraggio di scrivere un romanzo in cui, distanziandosi dalla
contemporanea letteratura neorealista, volge lo sguardo su uno scenario lontano
e spettrale, e paradossalmente dà vita a un''opera di grande eccentrica
modernità. L''eccentricità di Menzogna
e sortilegio sta nell''essere un romanzo dell''Ottocento che, con tono
fiabesco, mette in scena quanto di meno fiabesco e romanzesco offra la civiltà
del Novecento: le nevrosi autodistruttive dei ceti piccolo-borghesi, che in
seguito allo sviluppo economico avviato tra Otto e Novecento, tendono sempre
più a rifiutare «la sorte assegnatali in questa vita» per vivere in compagnia
della menzogna coperta di verità.

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