Il mio nome Ascher Lev è una storia coinvolgente ed eccezionalmente pregnante di un genio, colma di tragedia e trionfo.
Asher Lev capisce fin da bambino di avere la pittura nel sangue e di essere destinato a diventare un grande artista. Il libro illustra in modo suggestivo e coinvolgente il progressivo emergere del suo
talento, il raffinarsi del suo modo di dipingere e la creazione delle sue opere. Egli appartiene però
a una realtà particolare, quella degli Ebrei Chassidim, la cui
religione vede l'arte come qualcosa
che nasce dal maligno. Ciò gli è ricordato di continuo dal padre, che viaggia e lavora per il Rabbino capo della comunità e non riesce ad accettare lo strano quanto “diabolico “talento del figlio.
Asher è così lacerato dalla scelta drammatica che si pone tra l’obbedienza al padre o al suo talento consumante. La sua vita assomiglia sempre di più a una strada proiettata su una destinazione che non può controllare.
E tuttavia esiste un punto, una consapevolezza da raggiungere prima che ciò accada.
Asher si renderà conto del ruolo di sua madre, autosacrificatasi per mantenere la pace fra il padre e il figlio e capirà alla fine l’impossibilità di vivere contemporaneamente in entrambi i mondi della religione e dell’arte. Dove infatti trionfa l’uno, l’altro è costretto a soccombere e scomparire. La scelta di Ascher sarà totale, pagata però a caro prezzo sulla pelle sua e delle persone amate.
Questo è un libro da leggere più volte, e sempre si scopriranno cose nuove. E’ inoltre un libro
ricco di informazioni dettagliate sulla religione ebraica e l’arte figurativa. Collegato ad altri due libri scritti da Chaim Potok sugli stessi temi, rispettivamente “La scelta di Reuven” e “La promessa di Asher Lev” , Il mio nome è Asher Lev sarà ricordato come un classico.