Secondo libro del grandissimo Luciano Ligabue,che dopo una raccolta di racconti tenta la strada del
romanzo vero e proprio.
Fa da sfondo a una bellissima storia d'amore un mondo futuristico,dove le procreazioni e le nascite sono svolte in modo artificiale.
In questo mondo la vita va "in crescendo",cioè quando si nasce si ha il fisico di un vecchio,e col
passare degli anni ci si avvicina sempre di più all'infanzia.Le rughe invece di comparire col passare degli anni scompaiono.
Questo mondo a prima vista sembra il migliore dei mondi possibili,anche se il controllo è totale.
Ognuno infatti ha il diritto di essere felice e il Piano Vidor cerca di assicurarsi proprio questo.
Persino i tradimenti sono in un numero e in un tempo prestabilito.
In una sorta di 1984 molto più dolce le telecamere vedono tutto....tranne che sotto la neve,ed è lì che si può parlare senza paura di essere ascoltati.
Un
romanzo dolce e allo stesso tempo malinconico,che ci fa pensare che forse,ma proprio forse,il nostro mondo attuale non è così malvagio.Ottima prova di Ligabue che si dimostra un artista sempre più polivalente.