I primi tre versi del poema dantesco forniscono al lettore gli elementi che stanno alla base di qualsiasi narrazione: l'indicazione di un tempo e di un luogo, una successione di fatti collegati cronologicamente fra di loroe infine la voce di un narratore che conincide con il personaggio protagonista. Il racconto inizia con la visualizzazione di una selva oscura, emblema del tema fondamentale del primo canto: la paura. La selva non è un luogo reale, ma la rappresentazione del
peccato, dello stato della coscienza che si allontana dalla retta via. L'
Inferno è caratterizzato da un rapidissimo ritmo narrativo; i fatti si accavallano gli uni agli altri, le sorprese e i colpi di scena si susseguono in continuazione. La struttura fisica dell'inferno risponde ad un ben preciso disegno etico: benchè tutti i peccatori siano dannati per l'eternità, essi sono accuratamente suddivisi a seconda del loro peccato in
gironi e sotto-gironi, e tale divisione si basa su un'accurata riflessione filosofica e
morale. Che tale organizzazione sia profondamente
razionale è del resto cosa ovvia, poichè essa deriva direttamente da Dio e quindi risponde ad un disegno necessariamente morale e razionale allo stesso tempo. Dalla descrizione che ne dà Virgilio emerge un quadro molto complesso e articolato: l'inferno appare diviso in due parti, e all'interno di ciascuna parte c'è un
girone anomalo. Ma le disposizioni che inducono al peccato sono tre, incontinenza, frode e violenza e ciascuna di esse si articola in maniera molto diversa: i quattro
gruppi di incontinenti hanno un girone a testa; i violenti sono raggruppati in un unico girone tripartito; i maliziosi sono divisi in due gironi. Dante, insomma, accanto all'esigenzadi razionalità afferma un rifiuto di schematismi troppo semplici, che comprometterebbero il valore etico del quadro generale. Si noti infatti un ulteriore elemento di complessità, introdotto dal fatto che i peccati più gravi, all'interno dei diversi gruppi, sono quelli che coinvolgono non solo la coscienza individuale, ma le strutture economiche, poilitiche e sociali. Carattere precipuo dell'inferno è la pesantezza della corporeità, la sofferenza legata alla fisicità. Il modo stesso di parlare dei dannati ne è espressione per i seguenti aspetti: 1) asprezza fonetica; 2) tortuosità dei giri di parole; 3) incomprensione reciproca.
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