Per una volta tanto, il recensore si impegna causa sui .
Correva l'anno 2003 quando io e Walter Diociaiuti (anche lui uno scrittore
italiano residente in Germania) stabilimmo telefonicamente la nascita di un'iniziativa nel campo horror, genere di cui era più esperto Diociaiuti che io (il sottoscritto proprendeva verso la science fiction). Allora, l'idea non ci sembrò per niente bislacca: radunare in un unico volume
racconti di
autori tedeschi e altri di autori italiani; il libro sarebbe dovuto uscire in contemporanea sia in Germania sia in Italia.
Fu la genesi di Psycho Ghost , antologia unica nel suo genere e che ha certamente contribuito affinché alcuni
scrittori tedeschi acquisissero una loro piccola notorietà nel Belpaese (così come scrittori belpaesani ora sono un po' conosciuti anche nelle lande teutoniche).
L'operazione risultò essere più complicata del previsto: per scegliere 22 racconti (11+11) ne abbiamo dovuto leggere almeno 200 e incassare le invettive di quegli autori che noi non ritenevamo meritevoli di essere inclusi nell'antologia.
Mesi e mesi ci costò il lavoro di traduzione
dall'italiano al tedesco e viceversa... Alla fine, ne è venuto fuori un ottimo prodotto che contiene le firme più autorevoli degli scrittori horror oggi attivi in entrambi i Paesi.
Con la pubblicazione in contemporanea ci sono stati alcuni problemi (soprattutto da parte dell'editore italiano), ma se non altro ce l'abbiamo fatta a far uscire le due versioni a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro (per i tipi della tedesca UBooks a fine 2004, per quelli di Prospettiva Editrice ad inizio 2005). I responsi positivi, da parte degli esperti del settore, sono stati numerosi; e, anche se per i due "editors-organizzatori-traduttori" il risultato in termini monetari è uguale a zero, credo che sia giusto, da parte nostra, sbandierare un certo orgoglio per quel che siamo riusciti a fare.
La gamma di racconti è molto varia, ma qualcuno ha osservato - forse a ragione - che molti autori tedeschi sono ancora legati ai filoni Lovecraft/Poe, mentre quelli italiani si rivelano più innovativi e dunque originali. Lasciamo a ciascun lettore la possibilità di giudicare da sé.
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