La passionalità? Questione di eredità…
La rivista Molecular Psychiatry riporta i dati di una
ricerca condotta da un gruppo di ricercatori della Hebrew University di Gerusalemme, secondo la quale ad influenzare il desiderio e ardore
sessuale sarebbe un gene. Tanti luoghi comuni sui machi delle nazioni latine e, ancor più, dei soggetti residenti nelle regioni meridionali di queste…sarebbero sfatati: è un dato di fatto con solide basi genetiche. E’ vero, qualcuno si potrebbe offendere. Ma entriamo nei dettagli della ricerca.
Oggetto della questione è Il gene che produce il
recettore dopaminergico “DRD4” – il recettore della dopamina, neurotrasmettitore del piacere. La ricerca si è focalizzata sulle sue forme alternative che, in effetti, corrispondono ad un diverso fenotipo sessuale. Gli esperti
dell’Università di Gerusalemme hanno dimostrato, su un gruppo di 148 studenti volontari, che il DNA ha due
versioni dello stesso gene per il recettore dopaminergico “DRD4”. Una versione è legata al desiderio sessuale, l’altra ad una libidine un po’ più debole. Alcune varianti del gene prendono posizione in
diversi regioni cromosomiche e si associano a diversi comportamenti
sessuali. Sommando le analisi genetiche sembra quindi che i differenti comportamenti sessuali ed i diversi modi di esprimere la propria sessualità corrispandono a diverse versioni del gene “DRD4”. In pratica, il “DRD4” è acceso da un neurotrasmettitore come se quest’ultimo fosse un interruttore. La dopamina è uno di questi interruttori che reagisce per il cibo, per le droghe e per qualsiasi piacere. Il fatto che si siano localizzate le versioni del gene, implicherebbe che questo è soggetto ad ereditarietà. Il professor Ebstein, che ha diretto il team di psichiatri e di genetisti nella ricerca scientifica, sostiene anche che la comparsa del gene risale ad epoca relativamente recente - circa 50.000 anni fa per il gene dell’ “ardore” posseduto dal 30% della popolazione. L’altra versione del “DRD4” appartiene al 60% della popolazione.
Queste ricerche sulla genetica del desiderio sessuale - al di là dell’ironia che possono suscitare - sono da considerare il primo passo verso ricerche sempre più approfondite, ad esempio, nel campo delle disfunzioni sessuali nei trattamenti personalizzati grazie anche alla collaborazione delle terapie farmacologiche.
Ma, cosa da non sottovalutare in un’analisi a sfondo comunque antropologico-culturale, i caratteri complessi, come quelli comportamentali, vengono influenzati molto dall’ambiente circostante e alle condizioni di vita dei soggetti – ricordiamo che siamo fatti molto di psiche così come il nostro organismo è composto di tanta acqua che non si vede! Quindi, è meglio per un italiano o uno spagnolo avere una buona nomea in proposito, ma non fare di questa un alibi…e qui ci si può fermare, rimanere in equilibrio e condividere i dati tra noi, persone intelligenti, cioè persone che, per gli eccessi in qualsiasi tipo di comportamento, non usano le conoscenze scientifiche come paravento all’immoralità.
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