Il desiderio indotto
Oltre e più in su del Viagra, ora c’è il PT-141 che funziona veramente, assicurano medici ed esperti, in quanto non interviene sul piano organico, ma – e la cosa dovrebbe far tremare – sul desiderio. Anche le
donne questa volta sono coinvolte nel rocambolesco seguire degli effetti comportamentali previsti dall’uso corretto del “salvamore” spray. Le topoline - nel senso animale del termine – che, come al solito, si ritrovano a far da cavia, si comportano veramente in modo “lascivo” durante la sperimentazione. Recita l’articolo che le quattro mosse basi messe in atto dalle ammaliatrici da laboratorio prima di accettare l’ avance decisiva del topolino prescelto, con l’uso del PT- 141 si trasformano in performance molto più raffinate e spregiudicate. In questo, gli animali non mentono, come accade agli umani, e questa
scoperta sembra, comunque, non aiutare “le bugie” degli uomini e delle donne. Per essere più chiari, ci sono indubbiamente effetti positivi e pacifici della scoperta, indiscutibilmente ciò costituisce un aiuto in un contesto tanto delicato, vitale e, per tali ragion d’essere, frustrante quando fallimentare nel
tempo. Ma, come già detto in altra sede, la scoperta in sé si spera venga considerata entro questi limiti. Ci si augura, quindi, che il
medico non diventi frettoloso e sbrigativo nel consigliarla a chicchessia. In un era definita new age e pubblicizzata come più esoterica che mentale di altre passate, per quale motivo tutto deve essere accelerato? L’inalazione del PT-141 in fondo permette, nel peggiore dei casi, un banchetto al fast food della libido! I problemi irrisolti riferiti alla mancata elaborazione o metabolizzazione dell’esperienza affettivo-sessuale trascorsa – bagaglio preziosissimo per la vita di ognuno di noi - è difficile che si risolvano con un mezzo “mordi e fuggi”. La buona psicoterapia suggerisce
sempre di fermarsi, riflettere, calmarsi, autocurarsi con i propri pensieri sforzandosi sempre meno di omologarli al pensiero comune e di moda.
Certo, la positività dal punto di vista prettamente medico femminile è il concreto supporto all’età del “tramonto” - la menopausa – che il PT-141 rappresenta. Si diventa, in genere, mature sempre più in là negli
anni; oltre i quaranta e ancora più oltre i cinquanta, le donne oramai (e per fortuna) ricominciano a vivere e ad aprire altri capitoli della propria esistenza. L’orologio biologico è, però, crudele ed implacabile, per cui è plausibile e, soprattutto, democratico (pari opportunità) che la donna non rinunci a stare bene a tutti i livelli anche dopo la primavera riproduttiva.
Comunque sia, abbiamo circa tre anni di tempo per pensarci su. Sta per cominciare la terza fase dei test clinici soltanto adesso.
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