Anni ’50, periodo prenatalizio, college situato a Pencey, in Pensilvania, Stati Uniti d’America, : il diciassettenne Holden Caulfield è stato espulso per la quarta volta da una scuola per scarso rendimento. E’ sabato, le vacanze di Natale iniziano il mercoledì, Holden decide di recarsi in incognita a New York, dove vive la sua famiglia, dormendo in qualche albergo per non far sapere in anticipo ai suoi genitori la notizia della sua espulsione.
Il breve
romanzo di J. D. Salinger descrive tutto quello che accade a Holden in questo breve lasso di tempo: il goffo tentativo del ragazzo di andare con una prostituta, la vana fatica con cui egli cerca dei vecchi amici con cui passare il tempo, i tentativi di Holden annegare i suoi dispiaceri nell’alcool e gli struggenti sentimenti con cui il protagonista ricorda suo fratello Allie, morto di un tumore un anno prima e di cui conserva gelosamente il guanto da baseball sul quale Allie aveva scritto alcune poesie. Holden a New York decide di abbandonare tutto e di partire verso l’ovest, ma prima vuole salutare l’amata sorellina Phoebe. Ma proprio nel salutarla, egli capisce che il suo posto è accanto alla sua famiglia e che i veri valori stanno negli affetti.
Il romanzo descrive la rabbia e le frustrazioni di un adolescente che non ha ancora trovato il suo posto nel mondo. Fu pubblicato nel 1951 e,
autore e
libro, ebbero un immediato
successo. Nella nota al testo leggo che Holden Caulfield è un personaggio ormai famoso e proverbiale negli Stati Uniti, l’eroe eponimo di tutta una generazione. Anche il titolo originale “
The Catcher in the
Rye” ha avuto successo: catcher indica il prenditore nella squadra di baseball, mentre il temine “rye” indica un popolare tipo di whisky.
Tuttavia, a me, questo romanzo non è piaciuto neanche un po’. Dato che in America, ancora oggi, questo testo è un best seller e il suo autore è considerato un grande, mi chiedo chissà che cosa avrebbero fatto gli americani se avessero avuto i “nostri” autori contemporanei.
Il libro è un affresco della gioventù americana degli anni ’50, il cui unico scopo sembra quello di rimorchiare qualche ragazza per fare sesso e riuscire a ingannare i camerieri nei bar per farsi dare degli alcoolici, pur essendo minorenni. Dal romanzo emerge la difficoltà d’instaurare un sentimento di amicizia tra coetanei e la fragilità su cui si basano i rapporti umani.
L’autore usa espressioni del “gergo parlato” americano, infarcendo il libro di alcune bestemmie e molte parolacce. E’ probabile che nel periodo in cui il libro è stato pubblicato la cosa abbia fatto scalpore, ma questo non dà valore al testo. L’introspezione psicologica dei problemi adolescenziali è trattata superficialmente e le uniche belle pagine che ho letto sono quelle in cui Holden ricorda suo fratello Allie e quelle in cui parla della sorellina Phoebe.
A volte è un mistero come certi libri riescano ad avere un successo planetario.
Titolo: Il giovane Holden
Titolo originale: The Catcher in the Rye
Autore: J. D: Salinger
Traduzione di Adriana Motti
Collana: L’Arcipelago Einaudi
pp. 242, ristampa 7, anno 2008, stampato per conto della Casa editrice Einaudi presso Mondadori Printing SpA., Stabilimento N.S.M., Cles (Trento)
Casa editrice Einaudi
Prezzo: 14,00
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