Scritto dal uno dei
figli di Calabresi, che fa il giornalista per il quotidiano Repubblica, parla della vita del padre che era il famoso commissario,
ucciso nell''anno 72 e di come questa
morte ha sconvolto la vita della sua famiglia.
Al momento della morte ha lasciato la moglie, due bambini in tenera età ed un altro che è nato successivamente .
Ma Mario Calabresi, parla anche delle altre
vittime del terrorismo, il dolore che s''intreccia con quello di molte altre famiglie, quelle dei Marangoni, Alessandrini e Custra.
Storia di figli, mogli e parenti delle vittime, vittime a loro volta del menefreghismo e
dell''indifferenza delle istituzioni e dei media.
Da ammirare il coraggio di questa moglie e di Calabresi stesso che dopo la morte dell''anarchico Pinelli, precipitato da una finestra in seguito ad un interrogatorio sulla strage di piazza Fontana, viene definito "assassino".
La descrizione dei mesi precedenti alla sua morte, di come arrivavano a casa insulti e minacce e la forza d''animo di questa donna di soli 25
anni in attesa del terzo figlio.
Il prima, con il padre che non chiederà il trasferimento in un''altra sede, andando incontro ad una morte quasi consapevole.
Il dopo la morte con questo scriciolo di donna che ha insegnato ai figli a non odiare e ha dovuto fare da padre e madre per questi tre bimbi.
L''autore Mario, appena quattordicenne passava le sue mattinate nella lettura dei microfilm degli anni addietro con le cronache dei giornali, uscite al tempo dell''omicidio, per la sete di sapere che cosa scrivevano sul padre, ed il volersi spiegare questa campagna d''odio contro di lui.
Ancora una volta ribadisce ciò che usci dagli atti processuali che scagionarono il Commissario che non era nella stanza al momento della morte di Pinelli e che quindi fu prosciolto da ogni accusa.
Libro toccante per non dimenticare a chi li ha vissuti gli anni di piombo e ai giovani una pagina di storia d''Italia.
Molti vogliono dimenticare, invece è bene parlarne e ricordare il dolore dei parenti delle vittime che vengono spesso dimenticate.
Si sentono spesso interviste agli assassini, che si sentono legittimati a dare giudizi, mentre Mario dice che dovrebbero avere almeno il pudore di stare in disparte almeno per pudore e rispetto nei confronti dei familiari di chi hanno barbaramente ucciso.
Non dimenticate di comprare il libro scritto da Sabina Rossa anch''essa vittima del terrorismo che le ha portato via il padre, ucciso dalle Brigate Rosse.
Scrivi qui il tuo abstract.
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