Tre
Croci di Federigo Tozzi
Il
romanzo é dedicato a Luigi Pirandello. Si ambienta in Siena e narra
la vicenda di 3 fratelli: Giulio, Niccolò ed Enrico. Loro
hanno ereditato una
bottega antiquaria di libri e altre cose antiche
dal padre, ma non sono capaci a mantenerlo in modo giusto. Tutti tre
aspetta dall'altro due che faccia qualcosa.
Il
testo é molto dialogato, con tratti brevi che descrivono le
parti di Siena. La conversazione si tratta di teme minime,
banalissime, quotidiani, soprattutto che cosa mangiamo stasera, o che
qualcuno non possa sopportare l' altro. Anche litigano sempre tra di
loro, non c' é un accordo, solo quando si mangia.Ci sono
pochi personaggi nella trama:Il signor Riccardo Valentini, un
amico del tre, e un cliente della bottega.Costanzo Nisard, un
francese che compra delle robe antiche qualche volta.Vittorio
Corsali amico di Enrico, agente d'una compagnia d' assicurazioni.Il
cavaliere Orazio Nicchioli, assessore comunale. Lui quando i tre sono
in grande difficoltà finanziaria fa un grande favore, firma
una
cambiale. Ha un figlio bastardo ma non lo sa e tutti e tre ridono
su questo, come esalta il bambino che crede il suo.E poi i
fratelli non fanno nessuna cosa per migliorare la situazione
economica, anzi vivono abbastanza alla grande, comprano dei cibi
belli, non considerano molto grave la scadenza della cambiale. Quando
il cambiale scade, lo fanno
firmare ancora più volte con il
cavaliere, cioè la situazione del debito si aggrava.Il
romanzo comincia nel momento dell'ultima scadenza, quando non osano
più a chiedere la
firma del Cavaliere, e Giulio la falsifica.
L' inganno non viene scoperto adesso ma solo alla terza volta, quando
„Alla banca, un amico del Nicchioli si stupì che egli avesse
firmato per i Gambi un' altra cambiale; e pensò di dirglielo.
Intanto, i Gambi sapevano che la cambiale era stata non solo
respinta, ma anche denunciata. ”Quando l' inganno é
venuto scoperto e loro lo già sapevano: „Erano tutti e tre
fuori di sé dalla collera; ed erano i soli momenti che si
volevano veramente bene.” Comincia un processo in cui
prendono la bottega saldare il debito.Giulio s'impicchia
involontariamente, per caso, in un momento della sua disperata
follia. „Sentendosi stringere, avrebbe voluto gridare; ma non gli
riescì.” Anche le ultimi frasi che si trattano dal morte dei
tre fratelli gli descrivono in una condizione di incapacità: a
Giulio non gli é riuscito neanche gridare.I due vivono in
condizioni ancora più modeste, poi Niccolò manda via
Enrico dalla casa comune. Le malattie di Niccolò intanto si
aggravano e dopo un periodo di insonnia, tristezza e forti dolori
muore in conseguenza di un attacco violente del suo male. Lo
scrittore dipinge un quadro dell' inettitudine anche di lui.Enrico
frequenta i pessimi locali e viene ridotto dal'alcool. Muore in un
ospizio di mendicità, senza nemmeno accorgersi di morire.
Un'
altra filone narra dalla moglie di Niccolò ma questo filo non
ha grande importanza. Modesta e Niccolò non hanno figli, ma
due nipoti bruttine chi sono orfani: Chiarina e Lola. Chiarina va
fidanzato da un ragioniere. Per fortuna la loro sorte non diventerà
assai tragica durante il romanzo. Nelle ultime righe i
fratelli si pacificano sotto tre croci uguali.
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