Il Fenerbahce affonda l’InterSI PERDE, e malamente: niente di
grave, l''anno scorso l''Inter si qualificò dopo due sconfitte in avvio;
certo, se la prossima volta si ricorda di scendere in campo, tutti ne
trarranno giovamento. Di fronte, un Fenerbahce a tratti molto bello,
che promette di
dare altri grattacapi a Mancini. La difesa nerazzurra,
questa sconosciuta: nel senso che Zanetti, Rivas, Samuel e Maxwell non
hanno mai giocato insieme. A centrocampo Mancini rinuncia a Figo e
mette dentro Solari, che da
sinistra dovrebbe dare quel plus che il
lavoro di Stankovic, Dacourt e Cambiasso presuppone. In attacco,
Ibrahimovic a inventare e Suazo a correre, sperabilmente nelle praterie
del contropiede. I turchi, di turco, in realtà hanno poco: Zico guida
dalla panchina quello che cerca di dimostrare di non essere un cimitero
degli elefanti brasiliano. E Roberto Carlos, lì ad arare la fascia
sinistra come ai bei tempi, è il paradigma di questo Fenerbahce. Che
all''inizio guarda col giusto timore reverenziale lo squadrone venuto da
ovest, ma che poi al momento di concretizzare si mostra nient''affatto
titubante: al 10'' Deivid gira di testa il primo traversone di Aurelio,
e Julio Cesar deve deviare in corner. L''Inter è attenta, ma in fase
offensiva si vede poco. Le uscite naif di Volkan e il movimento di
Suazo causano qualche turbamento a Zico, ma i padroni di casa ci sono e
lo certificano coi tiri da fuori (Wederson), coi cross insidiosi
(Roberto Carlos) e con gli inserimenti di Kezman. E tutto ciò non può
che portare ad un''unica, annunciatissima conclusione: il vantaggio dei
padroni di casa. Al 43'' Alex fa apparire e scomparire il pallone sulla
destra, mandando in tilt Maxwell, guadagnando il fondo e crossando
morbido da dentro l''area. Ai dieci metri Deivid ha tutto il tempo di
coordinarsi e di girare perfettamente sotto l''incrocio: il gol che vale
l''1-0 è pure bello, oltre che prezioso. La proposta tattica di Mancini
per la ripresa è l''inversione degli esterni: Solari a destra, Stankovic
a sinistra. Non è che la Terra cambi il suo asse di rotazione, al
cospetto di cotanta trovata. Ibra si libera ma viene stoppato al tiro
al 4'', e sono sempre i turco-brasiliani a spazzare il campo con le loro
folate: Roberto Carlos spara una punizione delle sue all''8'', JC si
salva e Kezman ribatte alto; il terzino ex-Real Madrid pare
ringiovanito, al 12'' centra un palo tremendo con un diagonale da 10
metri, un minuto dopo pesca Aurelio solissimo in mezzo all''area, ma il
centrocampista in spaccata tira fuori. Entra Figo per Solari, ma i buoi
rischiano di essere scappati dal recinto. Al 19'' Edu sfiora la traversa
su cross di Kezman da punizione. Al 22'' Julio Cesar fa la parata
dell''anno: crossa Onder da destra, Alex in tuffo di testa va a
finalizzare l''azione (bellissima), ma trova l''incredibile balzo del
portiere nerazzurro. Mancini si gioca le ultime carte: Jiménez (che
porta un po'' di pepe) e Crespo (che prova a dare più concretezza).
Eppure è il pressing altissimo degli uomini di Zico a impedire il
ragionamento ai nerazzurri, che per 10'' non trovano sbocchi, e poi si
sfogano con 3 corner consecutivi, senza esito (sull''ultimo, Jiménez
«ruba» la battuta a Figo, che la prende male).
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