La Seconda Guerra Mondiale è terminata. Ufficiali
Nazisti sfuggiti alla cattura in Europa risiedono sotto copertura in Sud America, mantenendo tra di loro i contatti tramite l''
Organizzazione dei Camerati e continuando a portare avanti, tramite questa organizzazione, il sogno del Reich.
Tra loro c''è il
Dottor Mengele, noto per gli studi genetici compiuti nei campi di sterminio.
Il piano studiato dal dottor Mengele per riportare in auge il Reich è al suo punto cruciale.
In una riunione di irriducibili vengono assegnati novantaquattro omicidi da compiere. Le vittime sono tutte
uomini, di circa sessantacinque anni, in
diverse parti del mondo, nessun collegamento apparentemente tra loro.
Ma questa riunione, segreta, ha comunque un ascoltatore indesiderato, che riuscirà a passare le informazioni principali a un noto cacciatore di nazisti che si metterà sulle tracce dei novantaquattro uomini per salvarli e contemporaneamente comprendere le motivazioni che spingono l''Organizzazione dei Camerati all''uccisione proprio di quegli uomini.
Durante la ricerca verranno scoperte diverse similitudini tra questi uomini apparentemente così lontani tra loro.
Stessa età, tutti con una moglie molto più giovane di loro e tutti con un figlio, maschio, adottato.
Il dottor Mengele è riuscito in qualcosa che alcuno crederebbe possibile.
Ha clonato Adolf Hitler. Per ben novantaquattro volte e per essere certo di poter raggiungere il suo scopo, quello di avere un nuovo capo capace di portare la razza
ariana alla supremazia, li ha inseriti in contesti sociali e familiari, simili a quelli in cui visse Adolf Hitler.
Per ricalcarne la personalità, ora, si rende necessario che i padri di questi
ragazzi muoiano, proprio come morì il padre di Hitler, all’età di sessantacinque anni.
Sarà possibile trovare e fermare Mengele e si riuscirà ad evitare che novantaquattro uomini senza alcuna colpa vengano uccisi?
Altre recensioni su I ragazzi venuti dal Brasile