Il protagonista del racconto e' un vecchietto originario di San Carlos - localita' spagnola nord orientale. Di lui si sa solo che ha settant'anni e non ha l'aspetto di un pastore. Visto che i fascisti si stanno avvicinando alla sua
citta', gli abitanti lascaino San Carlos e, passando su un ponte galleggiante costruito dall'esercito, passano dall'altra parte del
fiume Ebro. Il
vecchio, sollecitato dal capitano, lascia per ultimo la citta' ma riesce ad arrivare solo fino al fiume. Qui si siede visto che le sue gambe gli impediscono di
andare avanti. Continua a pensare ai suoi amici animali lasciati in citta'. Il vecchio si preoccupa per loro e ne parla in continuazione con il narratore. Ha paura che non ce la possano fare da soli, che non sopravvivano. Si vede come sia molto legato a loro. Soffre al solo pensiero che qualcuno possa fargli del male. Non pensa a se stesso, sente che non puo' proseguire e che gli mancano le forze. In fondo perche andare avanti? A Barcellona non ha nessuno. Non si riconosce in nessuna delle due
parti in conflitto. I fascisti attaccano verso il fiume Ebro.... Secondo me la tragedia causa piu dolore alle
persone che non hanno niente a che vedere con le parti in lotta. Per loro sono importanti solo la vita, semplice e onesta, e una morte dignitosa. La guerra, a queste persone, fa venir meno il senso dell'esistenza, cancella il valore della loro vita vissuta finora e il meccanismo della guerra e' spietato - non ci sono innocenti, ci sono solo quelli che sono dalla tua parte e quelli contro.
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